Per descrivere Barack Obama e la sua politica, l’aggettivo “storico” ha rappresentato un destino, o forse una maledizione. La campagna delle primarie è stata “storica”. L’elezione è stata “storica”, così come i riconoscimenti, così come il consenso degli inizi. La storia ha inseguito il ragazzo delle Hawaai, fino ad afferrarlo e umiliarlo: l’erede designato di Franklin Delano Roosevelt si trasformava in una fusione sbiadita di Lyndon Johnson e Jimmy Carter.
All’inizio del 2010, si registrano numerosi episodi degni di nota nelle relazioni tra Stati Uniti e Cina. Il più morbido è senza dubbio il rientro in patria del panda gigante Tai Shan. Per quattro anni, Tai Shan è stato uno dei simboli di Washington, ed è appena tornato in Cina, in compagnia di Mei Lan, proveniente dallo zoo di Atlanta, e di uno spuntino di 75 kg di bambù per il viaggio. Leggi il resto »
Attenzione: si avverte la gentile popolazione mondiale, in particolare araba, in particolare yemenita, che forse qualcosa sta per accadere. Qualcosa di invadente, direi. Nonostante molti analisti e politici facciano finta di niente e diramino comunicati ed opinioni che invitano alla calma ed alla serenità, lo Yemen è già teatro di una nuova guerra. Lo è già, avete capito bene, non lo sta per diventare. E più che teatro di una nuova guerra, si tratta di una nuova scena della stessa guerra, quella globale al terrorismo, lanciata ufficialmente (ma anche qui, in realtà già iniziata almeno un decennio prima…) dall’ex Presidente statunitense George W. Bush e adesso presa in eredità dal Premio Nobel Barack Obama. Leggi il resto »