Master Affari Politicin
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10 mag
di Moris Gasparri      sezione: Italian politics
D'ALEMA-VELTRONI

La trama quotidiana della politica di casa nostra si divide tra chiacchiere televisive eternamente uguali a sé stesse, l’ennesimo scandalo, BRIC’s Italy forse affidata a Cicchitto. Le riforme? Non ora, non qui. Qui si attendono le prossime elezioni, non è tempo di programmazione. E’ un caso che la figura centrale di questi tempi sia diventata quella di Giulio Tremonti, campione di “presentismo” con il suo prudente ed accorto navigare a vista a difesa dei conti pubblici, “mostro dopo mostro”? No. Solo che puntando tutto sull’effetto palingenetico del prossimo appuntamento elettorale si rischia di rimanere nuovamente delusi. Leggi il resto »

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29 giu
di Matteo Scurati      sezione: Italian politics

Immaginare un’Italia dopo Berlusconi significa, da un lato, osservare la destra e le sue numerose forme – per ora appiattite sulla figura del leader, anche se con le interessanti novità che abbiamo cercato di cogliere in questo articolo – dall’altro immaginare quale potrà essere la strada che potrà imboccare (e imbroccare) l’attuale opposizione. In questo contesto, la giornata svoltasi sabato 27 giugno al Lingotto su iniziativa dei cosiddetti “piombini” rappresenta un buon punto di osservazione. Perché? Proviamo a rispondere. Leggi il resto »

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24 gen
di Matteo Scurati      sezione: Italian politics

È difficile, ora come ora, comprendere cosa significhi la parola riformismo. È difficile perché, come per molte parole correnti al giorno d’oggi, è problematico rintracciare una definizione corretta. Non dirò: è difficile rintracciare lo schieramento d’appartenenza. Per un Paese capace di coltivare un proprio interesse nazionale è del tutto evidente che molte parole non solo possano ma debbano anzitutto risultare condivise da tutti i partecipanti al  gioco democratico. Di esempi ce ne sono a decine, tuttavia credo basti questo per intendersi: politica estera. Ma molte parole – troppe, oramai – sono dette ovunque e comunque, e diviene difficile orientarsi. Riformismo è tra queste, e l’insieme potrebbe facilmente riempirsi:  infrastrutture (tutti le vogliono), laicità (tutti la professano, salvo poi affrontare vicende come quella di Eluana), innovazione (e chi non innova al giorno d’oggi?), sicurezza (vuoi mettere?), etc. Leggi il resto »

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17 dic

In Abruzzo il PD ha preso il 19,61%. Non male per un partito nato per governare il Paese. Ho paura di essermi perso qualcosa. Anche se un progetto politico non si costruisce con le dichiarazioni, dichiarazioni come “con l’UDC avremmo vinto”, dalla fonte autorevole di Giuseppe Fioroni, fanno ben sperare sul realismo dei dirigenti del PD.
Stando ai risultati e alle idee che hanno caratterizzato il 2008 ritengo, molto semplicemente, che il Partito Democratico sia alla frutta. Non riesco a contare gli amici che mi hanno detto che voteranno l’Italia dei Valori o comunque non voteranno il PD. Questo, per quanto nella vita ci siano cose più importanti, mi preoccupa. Perciò, anche se ovviamente non posso rivendicare nessuna autorevolezza in merito, da persona che ha contribuito alla nascita del PD in Sardegna (e anche qui ammetto che ne abbiamo combinate parecchie), vorrei proporre una soluzione temporanea in cui credo molto. Siccome questo è un sito che cerca di portare avanti una riflessione sulla “politica globale”, potrei riferirmi all’inadeguatezza del PD su queste questioni e su altre. Non voglio utilizzare questi argomenti perché non avrebbero alcuna presa comunicativa. Il progetto di questo sito, che è ancora in allestimento, è di approfondire. La mia soluzione temporanea, invece di approfondire, vuole essere velatamente drastica e concentrarsi sulla classe dirigente. Perciò non accetto la critica “ora bisogna pensare ai contenuti”. Perciò il primo articolo di questo progetto suona così: “la contemporanea sparizione di D’Alema e Veltroni dalla vita politica italiana”.

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